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Laboratorio archeologico - Generale

 Relazione presentata al convegno dal titolo “ Archeologia “ tenutosi a Mamoiada il 24 aprile 2010.

Lo studio sull’archeologia è nato da alcuni anni ed ho ritenuto interessante presentarlo all’interno di un progetto educativo e didattico che ho realizzato e presentato presso la scuola elementare di Mamoiada e Fonni. Il progetto si chiama “Senza Radici Non Si Vola , che ha mirato a degli obiettivi precisi: la salvaguardia della nostra identità e la salvaguardia del nostro ambiente.

Attraverso la conoscenza e la valorizzazione della nostra cultura, comporta una maggiore sensibilità ed apertura alle culture diverse dalla nostra, che rappresenta la base di una società veramente democratica.

Premetto, innanzitutto, che non sono una studiosa, ma una appassionata di archeologia, in particolare mi occupo di ricerca iconografica in campo storico-archeologico e della storia del pensiero scientifico in campo archeo-astronomico, cioè lo studio che mette in evidenza l’osservazione astronomica che in passato aveva svolto un ruolo fondamentale per la crescita delle comunità umane organizzate in società, contribuendo allo sviluppo dell’agricoltura.

L’identificazione dei cicli stagionali e la loro relazione con la posizione dei corpi celesti è stata un passo cruciale per la creazione dei calendari o Arrodas de Tempus e la programmazione delle attività agricole.

Infatti è grazie a questa programmazione, assolutamente indispensabile, che società umane sempre più complesse hanno potuto formarsi e mantenersi in vita.

Si comprende allora la grande importanza che in passato è stata data agli astri, visti come agenti sulla vita dell’uomo e di conseguenza divinizzati, presi come riferimento per ogni evento significativo nelle società (nascita, morti, festività), come si deduce anche dall’analisi di siti e reperti archeologici giunti fino a noi.

 

Posizione territoriale

Mamoiada, piccolo centro di 2600 abitanti circa nel cuore della Barbagia d’Ollollai, confinante con i territori di Gavoi, Ollollai, Lodine, Fonni, Orgosolo e Nuoro dalla quale dista 16 Km. Le attività prevalenti sono l’agricoltura, la pastorizia, l’edilizia e ultimamente la coltura della vite.

Mamoiada è un paese ospitale e ricco di tradizioni, dai noti Mamuthones e Isso’adores e il Carnevale barbaricino, ai dolci tipici, pane carasau e il rinomato vino cannonau, fino all’artigianato locale. Le caratteristiche del terreno, la sua posizione geografica e la ricchezza di numerose fonti d’acqua, hanno favorito già nell’età neolitica numerosi insediamenti di popoli di cui ancora oggi si trovano forti testimonianze.

Dal punto di vista archeologico è molto ricco, nonostante l’estensione modesta del suo agro, circa 49 Km2; è stata riscontrata una presenza di: 32 nuraghi, tre pietre istoriate ( tra cui Sa Perda Pintà), 56 domus de Janas (case delle fate), circa 13 menhirs o perdas longas. Il paesaggio è caratterizzato da alte e basse colline, cime aspre e rocciose, valli, rii, torrentelli, risorgive. L’altezza media è di circa 640 m s.l.m. con vegetazione composta prevalentemente da lecci, sugheri, noci, noccioli, castagni secolari. Anche nel centro abitato vi sono dei siti monumentali quali: le domus de janas ( ‘oncheddas) e perdas ‘istorias (pietre con simboli che richiamano la fertilità, la dinamicità, il ciclo vitale, l’acqua, la natura, la divinità).

 

Laboratorio artistico di archeologia:

La danza del Sole

Con il seguente laboratorio, si rielabora il passaggio dalla storia raccontata a quella ricostruita attraverso lo studio e la creazione d’oggetti in grado di raccontare la vita, le necessità e lo sviluppo sociale e tecnologico di uomini vissuti  nel periodo neolitico e nuragico. 

Del periodo neolitico ho preso in esame due reperti che ho messo a confronto e successivamente riprodotti; essi sono : Sa Perda Pintà o Stele di Boeli di località Mamoiada e i graffiti incisi presso la Grotta del Bue Marino, Dorgali.

 

 Riproduzione de Sa perda pintà Mamoiada e dei graffiti delle grotte del Bue Marino a Cala Gonone

 

Secondo la mia ipotesi interpretativa entrambe raffigurano alcuni elementi che messi a confronto evidenziano il soggetto “Sole” attorno al quale si danza. Si danza per la vita, per la morte, la dinamicità, il ciclo vitale, l’acqua, la natura, la divinità.

Inoltre, le forme concentriche de Sa Perda Pintà ricordano l’ingegno architettonico dei costruttori dei nuraghi e le Mura di Micene che hanno molto delle mura ciclopiche delle migliaia di Nuraghes disseminati in Sardegna.

Omero parla ampiamente di popoli del mare, che nel periodo dell’ultima guerra di Troia abitavano l’Egeo.

Pertanto, è possibile che Sa Perda Pintà sia l’immagine del labirinto che ricorda la descrizione della pianta di Atlantide, con i cerchi concentrici di acqua e di terra, fatta da Platone?   Sembra fatale che scienza e mistero debbano sempre andar per mano.

Per i pitagorici e per Platone la geometria era una scienza sacra, esoterica e segreta. Platone ne aveva ben conoscenza, per questo sul frontespizio dell’Accademia da lui fondata aveva fatto scrivere: “ Non si entra qui se non si è geometri “.

Tenendo conto della nascita dei vari villaggi nuragici, in cui lo sviluppo dell’agricoltura era fondamentale per la crescita delle comunità, è possibile ipotizzare che i segni di entrambi i reperti ci conducono ad una attenta analisi del cosmo.

La numerologia dei cerchi, delle coppelle e l’osservazione dei bastoncelli posti al centro dei cerchi concentrici con le relative posizioni o allineamenti, mi hanno portato a chiedermi : è possibile che Sa Perda Pintà rappresenti una mappa astronomica?

Mentre i graffiti incisi nella Grotta del Bue Marino, secondo l’interpretazione di Salvatore Colomo, i simboli di individui che danzano intorno al sole interpretano “La Danza del Sole”; gli uomini capovolti stanno a simboleggiare la morte ed il viaggio verso gli inferi.

 

Come funziona il calendario nuragico

Il calendario nuragico, come quello celtico e maya (vedi –I calcolatori del tempo- di Leonardo Melis), fu costruito per controllare i movimenti del sole durante l’anno, per poter celebrare riti e feste in onore del Sole.

Se soffermiamo l’attenzione sulle misure lineari usate nelle varie parti del mondo (il sito di Stonehenge in Inghilterra; la cosiddetta tomba di Newgrange in Irlanda; i Menhir e i Dolmen della Francia, della Gran Bretagna, della Puglia; i Templi della Grecia, dell’Egitto) troveremo sempre riferimenti al cielo ed in particolare al Sole.

Se analizziamo l’entrata dei nostri nuraghi, hanno quasi tutti la direzione est, dove sorge il sole.

Ne è un esempio il Nuraghe di S. Barbara, costruito con uno scopo particolare: monitorare il movimento del sole durante l’anno così da avere un calendario preciso. All’interno delle nicchie si può osservare il tramonto in diversi giorni dell’anno.

Gli equinozi di primavera e d’autunno che cadono rispettivamente il 21 marzo e il 23 settembre (il giorno e la notte hanno la stessa durata), in queste date, dalla terza feritoia che guarda verso est, vedremo sorgere il sole. Il solstizio d’inverno, 21 dicembre, e il solstizio d’estate, 21 giugno, sono visibili tra la quarta e la quinta feritoia.

 

Similitudini con Newgrange

Nella giornata del 17 aprile, il convegno ha dedicato le tesi a confronto tra “Le Pietre istoriate di Mamoiada e Newgrange, Irlanda”. I motivi a losanga e a spirale incisi sulla magnifica pietra dell’entrata, sono stati presi come elementi a confronto con Sa Perda Pintà.

Inoltre, nelle mie considerazioni tratte da ulteriori studi, Newgrange è situato a circa 60 metri sul livello del mare e la cosa che più colpisce sono gli orientamenti solari. Questa opportunità che capita una sola volta all’anno, ha spinto le autorità del luogo a riprodurre questo fenomeno con luci artificiali, attirando ogni anno migliaia di visitatori.

Pensiamo a quanti nuraghi abbiamo in Sardegna che producono questo evento, senza bisogno di luci artificiali, per vivere un’esperienza antica di millenni.

 Francesca Cadinu

 
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Grafica Saraservizi Mamoiada