| Quando l'uomo cerca il cosmo |
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Volevamo segnalare questo interessante estratto dal libro di Marisa Grande “L'orizzonte culturale del megalitismo” (Besa Editore)... appunto "quando l'uomo cerca il cosmo". .Anche nei cerchi de Sa perda pintà di Mamoiada, l'uomo cercava di interpretare l'universo? Questo studio e l'articolo che abbiamo trovato su internet ne dimostrerebbe la possibilità. Pubblichiamo direttamente dal sito la recensione: Il popolo costruttore di megaliti basava il fondamento del suo pensiero nel rapporto adesivo con la natura. Ponendosi in sintonia con il territorio cercava i punti d'irradiazione energetica connessi tra loro e con il cosmo. Alla ricerca della propria collocazione ideale, del suo “centro cosmico”, percorse vaste aree e, elevando costruzioni megalitiche, lasciò traccia di tali luoghi e di sé nel mondo. Il menhir, elevato tanto in forma singola minimale di monolite, quanto in forma complessa, trilitica e a cerchi concentrici, per fungere da elemento equilibrante tra terra e cielo, finì per assolvere una serie di funzioni, da quelle astronomiche a quelle simbolico-religiose. «Il centro, punto particolarmente energetico, origine d'irradiazione elettromagnetica rispetto al quale il territorio si espande, era inteso dal popolo costruttore dei megaliti come luogo della totalità di tutte le possibilità, nel quale si pensava che si rinsaldassero e si riconciliassero gli opposti, in cui si rafforzava la comunicazione e il connubio tra il cielo e la terra. La specchia dolminica, in quanto cellula spaziale e, come l'uovo cosmico, punto di concentrazione delle energie, era anche considerato il luogo di espansione fisica e psichica dell'uomo, attraversato da onde di flusso di moti sotterranei centrifughi e centripeti. Le cavità ipogee che si aprivano nelle montagne o nei cumuli litici delle colline artificiali costituivano le sacche di riflusso dei moti originati dal nucleo, cuore simbolico della terra, che, al pari del cuore dell'uomo, del sole allo zenit, o degli astri notturni sul polo della volta celeste, pulsava energia dall'interno all'esterno, lungo le direttrici d'irradiazione e di collegamento dei vari livelli spaziali. Un asse equilibrante si riteneva che potesse passare attraverso un onphalos, attraverso un pozzo e un cumulo a specchia o una montagna sacra, attraverso un menhir o una colonna, e, poi, una ziqqurat, una piramide, uno stupa, un tempio pagano come anche una basilica cristiana, tutti immagini dell'asse cosmico avente origine nel “cuore dell'universo”, nell'originario “uovo energetico cosmocentrico”. Tratto da: http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/14.php |
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| Ultimo aggiornamento Martedì 28 Giugno 2011 07:21 | |
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