La madre dell'ucciso - bronzetto di Urzulei PDF Stampa E-mail

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La Riproduzione del bronzetto è a cura di Francesca Cadinu

Il bronzetto è stato ritrovato a Urzulèi (NU) in località Sa Domo e S’Orcu, esposto presso il Museo Archeologico di Cagliari.

L’opera che ho creato riprende fedelmente il bronzetto originale che rappresenta una donna ( si ipotizza la madre ), seduta su uno sgabello, che indossa una lunga tunica con tre balze sovrapposte,abbigliamento tipico delle donne nuragiche che appaiono, nella loro semplicità, eleganti e raffinate. Sulle spalle porta il mantello ampio di forma rettangolare, il colletto rigido e rialzato sul davanti. Porta i capelli sciolti lunghi e lisci divisi da una scriminatura centrale. Essa sostiene un piccolo guerriero vestito con una piccola tunica smaniata, con a capo un berretto a calottina che ha il bordo in rilievo e sulla sommità una losanga decorativa. Indossa la bandoliera con pugnale ad elsa gammata che simboleggia l’uomo guerriero.

Vi sono diverse interpretazioni a riguardo: tale composizione può rappresentare una madre con il figlio ucciso, ma può essere anche una madre che benedice il figlio che passa in età adulta, o ancora potrebbe essere una sacerdotessa-guaritrice. Le cerimonie rituali le ritroviamo ancora oggi tra gli Indiani d’America, nello Yemen, in varie zone dell’Africa, ecc.

Chiunque essi siano, entrambe le composizioni sono talmente belle da sembrare una “Pietà” del Michelangelo.

A Cura di Francesca Cadinu  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


MADRE MEDITERRANEA


Mamma Dea Terra di Sardegna
che reggi il figlio tuo in grembo
perché non si mischi l’energia
tre gonne hai messo a separare.
Il bambino con la testa diritta
al Cielo lo hai dedicato
nel bacino gli hai messo il coltello
per combattere l’hai destinato.
Stai pensando alla Terra di Sardegna
tu lo sai i sogni te lo dicono
gli anni che dovranno venire
saranno tempi di vita tribolata.
Tu le vuoi le promesse dei Grandi
con la mano destra rivolta al Dio sole
perché questo bambino guerriero
sia figlio della Terra e del Sole.
Perché gli stranieri non abbiano a far danni
e combattendo lui possa difenderla
questa gente dell’Isola Sacra
che è un popolo di razza speciale.
A difesa così dei nuraghi
un Dio della guerra hai partorito
con l’energia del Dio Padre Grande Sole
negli occhi degli invasori.
Così la gente della Grande Terra
per promessa della grazia ricevuta
nella fucina del Tempio del Dio Sole
in un bronzetto ti hanno formato.
Dalla gente che si assomiglia per sardo
per viziarsi e per camparsi
siccome voi non l’avete scritto
il bambino vogliono sotterrarti.
E tu Mamma Dea di dignità
ti hanno chiamato la “madre dell’ucciso”
perché giocano alla somiglianza
del racconto che sei “ la madre del bandito”.
Questa Terra che è così Grande
questi pazzi la stanno distruggendo
sono i sardi che stanno facendo danni
perché si sono alleati agli stranieri.

(La poesia è di Ezio Gasperini)

SA MAMMAI MANNA

Mammai Dea Terra ‘e Sardigna
chi juches fizzu tuo in coa
pro chi non s’amisturete podere
tres bestes as postu a tènnere.
Su minore a conca deretta
a su Chelu tue l’as destinadu
in sinzu lis as postu sa leppa
a sa gherra tue l’as imbizzadu.
Ses pensande a sa Terra ‘e Sardigna
tue l’ischis sos bisos ti nana
chi sos annos chi depene bènnere
sunu tempos de vida triulada.
Tue la cheres promissa ‘e sos Mannos
cun sa manu dereta a Deus Sole
ca custu pitzinu gherradore
siata fizzu de Terra e de Sole.
Ca sos istranzos non apana a facher dannu
e gherrande lus-iada a poderare
custa zente dae s’isula sacra
ca este populu de razza ispeziale.
A diffesa gai de sos nuraches
unu Deus de sa gherra as creadu
cun sa luche ‘de Deus Babbai Sole
in sos ojos de sos invasores.
Gai sa zente dae sa Terra Manna
pro sa grazia chi tue lis as riservadu
dae fochina dae sa domo ‘e Deus Sole
cun su brunzu ti ana formadu.
Dae sa zente cae simbizat pro sarda
pro si tennere e pro si campare
sicumente bois non l’ezsi iscrittu
su pizinnu “cherene interrare”.
E tue Mamma Dea e dignidade
tana mutidu “sa mama e su occhidiu”
proite jocana a ti simbizzare
de su contu es “sa mama ‘e bandidu”.
Custa Terra chi este gai Manna
custos locos la istana distrughende
sunu sos sardos cae sunu fachende dannu
cae si sunu alleados ae sos istranzos.
(Sa poesia este de Ezio Gasperini)



 
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