| Il Pugilatore di Dorgali |
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![]() Il Pugile di Dorgali - Museo Cala Gonone I pugilatori presentano caratteristiche uniformi e costanti in tutti e 15 gli esemplari accertati, variando solo nelle dimensioni]. Il torso è nudo ed i lombi cinti da un breve gonnellino svasato posteriormente a V visibile nella bronzistica dei pugili ma anche nell'arciere di Serri. Talora sul gonnellino si percepiscono ben conservati i lacci che lo tenevano legato, raffigurati con cordoncini a bassissimo rilievo, solcati. Il capo è rivestito da una calotta liscia i cui due lembi ricadono ai lati del collo, al di sotto della quale escono le lunghe trecce. Il braccio destro è rivestito da una guaina verosimilmente di cuoio, che parte dal gomito e termina ad avvolgere il pugno, sul taglio del quale è raffigurato un elemento romboidale sporgente. Il braccio sinistro tiene lo scudo a coprire il capo. Lo scudo è di forma ellissoidale e doveva essere composto da cuoio o di un altro materiale flessibile. La figura del pugilatore è molto rappresentata anche nella bronzistica, tra le quali si segnala oltre agli esemplari sardi, anche il bronzetto rinvenuto presso Vetulonia nella Tomba del capo. Appare insoddisfacente ritenere che i pugili fossero un particolare reparto di guerrieri, vista la pochezza del loro armamento. Più plausibile è ritenere che fossero dei sacerdoti o degli officianti di particolari giochi legati al culto, che non si esclude possano essere anche di tipo funerario, cioè giochi in onore del defunto. Respinge con forza questa proposta di figura sacerdotale lo studioso Pierluigi Montalbano che ritiene non verosimile l'ipotesi di un pugilatore atleta che di ripara la testa con un grande scudo e indossa un guantone armato con micidiali guglie metalliche. Si conoscono altre raffigurazioni di pugilatori, in affreschi e vasi anche di ambito vicino orientale ed egeo, e sono tutti rappresentati in posa da pugile e provvisti di due guantoni lisci. Secondo lo studioso si tratterebbe, come le altre due tipologie, di guerrieri appartenenti alla divinizzazione degli eroi nuragici del passato. Il bronzetto nel quale si riscontra non solo l'identità tipologica ma persino la rispondenza nei più minuti particolari proviene da Dorgali |